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Come pensano i matematici

Gabriele Lolli scrive sulla  matematica, in occasione della  Tavola rotonda al Convegno "L'intelligenza del mondo attraverso le scienze", Bologna, 28 novembre 2005 quanto segue:
«Non c'è innanzi tutto un unico tipo di matematico. Ci sono quelli contemplativi e persi in un mondo a parte e ci sono quelli aperti verso la realtà, estroversi ed entusiasti delle applicazioni.
 Non c'è una sola matematica, come del resto non c'è una sola scienza. C'è la matematica che studia le forme concrete che si presentano in natura e quella tutta rivolta verso la propria logica interna. Gli stessi matematici si dividono di conseguenza, secondo una classificazione che risale all'Ottocento, a Felix Klein, in sperimentali o logistici o costruttivisti.
Non ci sono modelli univoci di maestri da imitare, pur essendo l'emulazione un fattore spesso decisivo.  [...] Non c'è infine un'età privilegiata: ci sono matematici precoci e altri non precoci. [...] I matematici non precoci naturalmente non devono aver sviluppato prima la repulsione, cosa che non è facile se frequentano la scuola».

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