Curiosità
Avete mai sentito il nome dell'astronomo Giovanni Keplero? Quasi sicuramente, ma forse non sapete che si trattava di un personaggio alquanto curioso. Nel 1600 egli affrontò, da grande scienziato qual era, i più svariati problemi, anche quelli che a prima vista potrebbero sembrare aver nulla a che vedere con questioni di matematica. È lui stesso a raccontare che, dovendo curare la provvista del vino in un anno di abbondante vendemmia, si trovò ad acquistare varie botti. Non persuaso del metodo usato dai contadini del suo tempo per calcolare la capacità di tali recipienti, si mise a studiare il problema del volume delle botti. Keplero scoprì così che i costruttori di botti "ispirati da un buon genio che certamente era geometra" (come scrive egli stesso) avevano dato al recipiente, pur senza fare alcun calcolo, una forma che assicurava la massima capacità rispetto a recipienti di altre forme che si potevano costruire avendo a disposizione le stessi assi di legno opportunamente curvate.
Quel che è interessante è il fatto che questa resa delle botti è in qualche modo legata agli stessi fenomeni di cui abbiamo parlato in questo incontro. Non vi piacerebbe sapere in che modo?
