Curve, rette, linee con tutto ciò che ne... deriva!
Il linguaggio dei segni
In Internet si può leggere che "le notazioni matematiche hanno evoluzioni travagliate, con modifiche e motivazioni delle quali si è persa quasi ogni traccia; si possono fare solo generalizzazioni empiriche."
Alcuni simboli sono lettere: p per perimetro (da peripheria), i per unità immaginaria (la radice quadrata di -1). Altri simboli sono abbreviazioni: ad esempio, lim (limite), log (logaritmo), exp (esponenziale), sin, cos (per seno, coseno). + deriva dal latino "et", il segno di integrale è una s (∫) allungata (da summa, somma in latino) e quando si approssima un risultato si usa la tilde allungata (che sta per una s orizzontale [~], quella di "similis"). Altri ancora sono simboli ideografici: le parentesi che aggregano, i due trattini dell'uguale (forse perché sono di lunghezza… uguale?). La E rovesciata (∃) significa "esiste", una freccia (→) indica l'implicazione e la doppia freccia (↔) significa "equivale a dire" o "se e solo se".
Sembra che il vecchio "per", usato per la moltiplicazione, sia fratello del "più", ruotato di 45° per comodità del tipografo che così poteva utilizzare la stessa matrice. Ci sono anche interessanti notizie storiche: ad esempio, i segni + e -, diffusi in Germania nel Quattrocento, sono stati adottati in Francia solo nel 1550 e in Italia nel 1608.
